Rassegna Stampa


Il ministro Berlinguer firma il decreto sull'autonomia degli istituti: unico obbligo 200 giorni di lezione l'anno.


Ferie a scelta e full time.
Parte la scuola fai da te



Roma -Addio vecchio calendario scolastico. Da oggi le vacanze di Natale potrebbero ridursi a due giorni,- volendo. Quelle di Pasqua a non più di tre. Un'intera scuola, professori e studenti di comune accordo, potrebbero decidere di voltare pagina e utilizzare il "pacchetto vacanze" a febbraio o a marzo, per esempio, magari per una lunga settimana bianca.

Addio classe indivisibile e rigida, tutti i giorni gomito a gomito, per diversi anni. Chi vuole da oggi può scomporre la classe in gruppi e poi rincomporla per fare nuclei di approfondimento e recupero.
Addio anche a molte altre cose perchè ora é arrivata la settimana corta, la full immersion di lingua straniera, i gruppi diversi dalla classe, l'informatizzazione del tempo-scuola. Restano alcune immodificabili certezze: rimangano duecento giorni di lezione l'anno che potrebbero essere calcolati però in termini di settimana 33+2.

Il ministro della Pubblica istruzione Berlinguer firma il decreto sull'autonomia organizzativa e didattica delle scuole, finisce il tempo degli annunci, delle ipotesi, delle trattative, le scuole che vogliono possono iniziare già da questo anno scolastico a sperimentare l'orario flessibile e fare corsi interrativi perché glielo consente la legge. Le sperimentazioni che le scuole possono avviare sono molte: gli istituti, se lo vorranno, potranno chiudere il portone per una settimana di inverno, nei periodi in cui si registrano numerose assenze proprio per la "settimana bianca", recuperare le ore di lezione perse in altri momenti dell'anno. Gli istituti potranno anche concentrare le lezioni in cinque giorni alla settimana, lasciando quindi liberi gli studenti il sabato o organizzare corsi full-time di lingue: invece di due ore alla settimana per nove mesi, il corso potrebbe prevedere quattro ore la settimana per metà anno scolastico o più ore ancora in un periodo più breve. Tutto questo, precisa il decreto "fermi restando la distribuzione dell'attività scolastica in non meno di cinque giorni settimanali e il rispetto degli obblighi annuali di servizio dei docenti".

Si trasforma anche la classe: continuerà ad esistere come nucleo "socio-affettivo" ma si scomporrà e ricomporrà a seconda delle esigenze degli studenti per seguire corsi differenti, insegnamenti integrativi e facoltativi (come la musica per le scuole elementari). Ci sarà poi una task force: ogni provveditorato costituirà uno o più nuclei di "supporto tecnico amministrativo all'autonomia" per sostenere, se le scuole lo chiederanno, le sperimentazioni scelte, monitorare le iniziative, favorire la conoscenza delle esperienze. I nuclei saranno formati da esperti interni ed esterni del mondo della scuola.

Il decreto ha avuto ieri il parere positivo del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione. "Abbiamo chiesto però alcuni provvedimenti - spiega Mario Bozzo, consigliere, esponente dello Snals - Bisogna chiarire le competenze del comitato di genitori e famiglie per evitare nella scuola momenti di conflittualità, occorre disciplinare le competenze altrimenti si paralizza la scuola".
Per il ministro Berlinguer finisce così "l'Impero normativo", la legge paralizzante dettata sempre dall'alto. Ieri, in un convegno, Berlinguer ha "bacchettato" quel mondo della scuola "che vive dei dettagli giuridico-burocratici". Da domani la sperimentazione, in campo organizzativo, come in quello didattico e quindi, la libertà di iniziative e la creatività potrebbero diventare protagoniste della scuola pubblica. "Sempre che dirigenti e insegnanti non pretendano nuove "regole scritte" che dovrebbero invece scaturire proprio dalle loro iniziative sperimentali".

da "La Repubblica" - di Marina Cavallieri -

www.netscuola.it - [email protected]

Il nuovo contratto prevede che sia l'allievo a scegliere il tipo di corso o di disciplina da seguire in concomitanza al programma presentato dall'Insegnante. In altre parole, si faranno i famosi Dipartimenti i quali saranno pi� o meno affollati in funzione delle capacit� didattiche del Professore.Solo cos� si pu� prevedere un maggiore impegno dell'insegnante.


RIFLESSIONI


Personalmente ritengo deleterie le proposte ingannevoli che si nascondono dietro alle riforme scolastiche. La vecchia scuola tradizionale troppo rigida non adatta a situazioni sociali moderne non poteva funzionare ai tempi d'oggi. la società moderna richiedeva esperti, gente molto specializzata soprattutto con il progresso tecnologico. L'industria ha cominciato a richiedere formatori pi� preparati ma nulla venne fatto in proposito se non quello di assumere nuovi insegnanti senza fornire loro nessuna formazione professionale. Passarono gli anni e aumento il distacco tra la scuola pubblica e il mondo del lavoro. L'industria costitu� le scuole private ad OC per arginare il fabbisogno nazionale visto che nulla poteva ottenersi se non quello di pagare le tasse. Anche nelle scuole private, purtroppo, si cominciò a stabilirsi un certo degrado e quindi l'impossibilità di ottenere un prodotto qualificante. Quale poteva essere l'antitodo per sistemare le cose? Demolire la scuola pubblica, cercare con ogni mezzo di spezzare questi legami così rigidi del pubblico impiego. Effettivamente, quando si tira troppo la corda prima o poi questa si spezza. Troppe dicerie sulla scuola, sul pubblico impiego in generale. Gli insegnanti che hanno tre mesi di vacanze, molto selettivi nelle valutazioni, tutto il personale della scuola che si adoperava a non impegnarsi minimamente per migliorare la qualità del servizio. In effetti, tutto il sistema pubblico era inpostato su questo sistema non solo la scuola. Con tutto il rispetto di quei dipendenti pubblici che lavorano e che lavoravano per se stessi e per gli altri, il resto costituivano la parte malata dello stato italiano. A causa di quest'ultimi si è reso necessario dare un giro di vite a discapito della gente che effettivamente lavora. Tutto questo ha contribuito negativamente ad abbassare il livello culturale degli allievi e tutt'oggi assistiamo a questo degrado che peggiora di anno in anno. Va benissimo per coloro che speravano in questa situazione, ci sono riusciti!Bene, i ragazzi volenterosi si scriveranno alle scuole private, gli altri continueranno nelle scuole di massa, in altre parole verranno costituite scuole di serie A e scuole di serie B dove si potrà accedere al mondo del lavoro a secondo della scuola di provenienza. A parità di diploma, un ragazzo proveniente da una scuola di serie B sarà costretto a fare l'operaio se non gli dispiace, gli altri assumeranno cariche dirigenziali. L'Università resiste ancora, un pò con il numero chiuso un pò adottando una maggiore selettività, ma in ogni caso si presenteranno le stesse condizioni della scuola superiore, ci sarà la scissione e si imposterà tutto sul modello americano. Io non voglio fare polemiche e rappresentare colui che non gli va bene mai nulla! Io sono perfettamente d'accordo al nuovo contratto degli insegnanti, finalmente qualcuno si � ricordato di questa categoria. Ma voi siete veramente convinti di questa grazia ricevuta? O forse � un dovere per entrare in Europa? Dunque, analizziamo gli avvenimenti successi in questo periodo: Autonomia scolastica e aumento degli stipendi ai pi� bravi. Non vi pare che tutto questo raffigura il bastone e la carota?Sono d'accordo agli aumenti ma non in questo modo, gli strumenti didattici e di verifica si danno fin dall'inizio della carriera dell'insegnante.Questo meccanismo pu� innescare una corsa verso il potere lasciando, come al solito, chi non riesce ad esporsi, pur lavorando, in un completo isolamento.E cosa dire dei precari, lo stato si � servito di loro per anni senza garantire un minimo futuro. Queste persone sono state illuse e hanno continuato a sperare di entrare nel sistema scolastico rinunciando, magari, ad altre prospettive che potevano cambiare la loro vita. Ci ritroviamo ora precari con i capelli bianchi dove lo stato li ha usati e ora potr� buttarli via.

Firmato

Un Insegnante


250 mila lire al mese per gli insegnanti

 


Molte novità negli otto punti dell'intesa:

 

La trattativa non stop per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della scuola 1998-2001 - più di 1 milione di addetti fra insegnanti e personale non docente - è finalmente arrivata in porto nelle prime ore della mattinata di mercoledì 3 marzo. L'intesa raggiunta dall'Aran (l'agenzia governativa per il pubblico impiego) e dalle organizzazioni sindacali - Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - prevede per i docenti aumenti medi mensili di circa 210mila lire dal prossimo giugno (più un recupero dell'inflazione per il biennio 2000-2001) e contiene importanti novità legate alla progressione di carriera, alla istituzione di nuove figure professionali, e alla rivalutazione del ruolo docente.

 

Incentivi sulla professionalità:


6 milioni annui andranno, dopo un concorso interno, a docenti con almeno 10 anni di insegnamento.

 


Incentivi per 3 milioni annui:


legati alle nuove funzioni dell'autonomia, saranno invece corrisposti ai docenti - da tre a sei per ogni istituto - cui verranno affidati compiti di coordinamento in campo didattico o organizzativo (i coordinatori dei presidi, i nuovi responsabili della didattica per particolari aree come quelle umanistiche o matematico-scientifiche).

 


La valorizzazione dell'insegnante, della sua professione e del suo ruolo era già emersa nella trattativa l'11 gennaio - attraverso una pre-intesa politica - con uno stanziamento aggiuntivo di 2.700 miliardi nel triennio 1998-2001 per realizzare la riforma dell'autonomia scolastica (800 miliardi quest'anno, 900 nel 2000 e 1.000 nel 2001). Il ministro Luigi Berlinguer aveva inoltre chiarito in quella occasione che, complessivamente, per l'intera durata del nuovo Ccnl si potrà contare su una disponibilità di 1.015 miliardi per gli anni 1998-2001 (rispettivamente 200, 130, 260, 425).

 

Per il ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer: "c'è anche un riconoscimento sociale del Governo per la funzione del docente e per la valorizzazione della sua professionalità: è giusto, infatti, premiare chi lavora di più e meglio; le cifre aggiuntive iniziali potrebbero sembrare basse, ma non lo sono perché dobbiamo considerare che partiamo da zero". Per ora "abbiamo attuato una vera e propria inversione di tendenza" ha aggiunto il ministro.

 

"Siamo soddisfatti di aver concluso positivamente un itinerario durato un anno, visto che il vecchio contratto è scaduto nel dicembre 1997 - hanno dichiarato Daniela Colturani e Sandro D'Ambrosio della Cisl Scuola - e anche perchè vengono introdotte soluzioni nuove per la scuola pubblica". Soddisfatto anche il commento del segretario nazionale della Cgil scuola Enrico Panini: "Si tratta di un contratto fortemente innovativo ed equilibrato, in grado di confrontarsi con il nuovo quadro determinato dai processi di riforma e con la centralità del personale scolastico".

 

Per Nino Gallotta, segretario generale dello Snals, il contratto è "complessivamente positivo", ma "siamo ben lontani da una piena valorizzazione giuridica ed economica della specificità professionale del personale della scuola". Per intanto, secondo Gallotta "si è fatto un primo passo verso l'adozione di un Piano programmatico pluriennale per la scuola che il Governo, con la sigla del Patto sociale, si è impegnato a delineare nella predisposizione del prossimo documento di programmazione economica".

 

Dopo la firma dell'accordo contrattuale per la scuola, i Cobas e gli Unicobas del settore hanno confermato invece gli scioperi già proclamati nei giorni scorsi: i primi si asterranno dal lavoro per l'intera giornata di venerdì 19 marzo e i secondi per l'intera giornata di lunedì 22 marzo.

 

Piero Fornara

 

Gli otto punti dell'intesa

 

L'articolato del contratto per la scuola comprende otto capitoli. Eccone una sintesi punto per punto:

 


1)


Progressione economica. Si conferma l'attuale struttura, ma non c'è più legame tra aggiornamento e progressione di stipendio. I cosiddetti "passaggi di gradone" si ottengono senza la partecipazione obbligatoria alle 100 ore di aggiornamento.

 


2)


Aumenti retributivi per tutto il personale. In riferimento agli stipendi in godimento, più 1,8% da novembre 1998 e di un altro 1,5% da giugno 1999, più compenso accessorio, il che significa un aumento medio mensile di circa 210 mila lire dal prossimo giugno.

 


3)


Aumenti per la professionalità. Docenti: dal gennaio 2001 incremento retributivo di 6 milioni medi annui per almeno 250 mila insegnanti (il numero può aumentare in relazione alla disponibilità delle risorse) con più di dieci anni di servizio. Su base volontaria si accede a una prova sugli aspetti metodologico-didattici connessi alla discipline di insegnamento; il ministro, sentito il Consiglio nazionale per la Pubblica Istruzione (Cnpi), definirà i criteri e le procedure della prova e della nomina delle commissioni giudicatrici. Questo istituto contrattuale non comporta alcun tipo di attività aggiuntiva diversa dell'insegnamento: si valorizza e si incentiva il lavoro del docente in classe.

 


4)


Incarichi di coordinamento. Dal 1� settembre del 1999 il collegio dei docenti individua i colleghi cui affidare incarichi di coordinamento, il cui svolgimento richiede attività aggiuntive all'insegnamento. Si prevede l'individuazione di circa 50 mila docenti, da retribuire con circa 3 milioni medi annui.

 


5)


Formazione in servizio. Finalizzata, in particolare alla mobilità professionale, alla riconversione, al riassorbimento delle situazioni di soprannumero.

 


6)


Aree a rischio. Il ministero della Pubblica istruzione, individuerà aree e zone ad alto rischio di criminalità minorile, devianza sociale, evasione e ritardi scolastici. Saranno previsti incentivi (forti aumenti di cui si discuterà in ambito di contrattazione integrativa, essendo già previsti 96 miliardi annui spendibili) per il personale delle scuole di quelle zone ed aree che elaborano specifici progetti pluriennali, con il vincolo della permanenza per l'intero progetto e con budget d'istituto ad hoc.

 


7)


Personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario).

I segretari della scuola diventano direttori amministrativi, funzione per il cui accesso è prevista la laurea; per il personale attualmente in servizio sono previsti specifici corsi di formazione; per il restante personale è prevista una classificazione che agevola la valorizzazione e la mobilità professionale.

 


8)


Gravi patologie. I periodi di assenza per gravi patologie non determinano riduzione dello stipendio e non concorrono a determinare il periodo massimo di assenza consentito.

 

3 marzo 1999

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