Abbiamo detto che verso il Sole ci sono i pianeti piccoli e rocciosi che ricevono una buona quantità di radiazione solare; invece al di là della fascia asteroidale, fatta eccezione per plutone, che sembra essere un pianeta roccioso, i pianeti sono grandi e gassosi per la loro relativa lontananza dal Sole, ricevono calore e luce in quantità molto ridotta. Se Marte è un oggetto interessante per le due analogie con la Terra, Giove appare interessante perchè presenta caratteristiche quasi stellari.
Con telescopi amatoriali è possibile osservare i particolari più evidenti della superficie di Giove, di seguire il rapido movimento delle lune
chiamate rispettivamente:Io, Europa, Ganimede e Callisto (oggi sono conosciuti almeno quattordici satelliti, ma soltanto i primi quattro sono visibili facilmente).
La superficie di Giove appare solcata da bande chiare e scure; le prime, di colore giallastro, vengono denominate zone, le seconde si dicono fasce e appaiono più rossicce.
Queste bande di varia tonalità attraversano il disco di Giove estendendosi dalle due parti dell'equatore per una cinquantina di gradi sia verso il polo nord sia verso il polo sud. I colori delle bande nelle regioni equatoriali sono dovute in tutta probabilità a differenze sia di temperatura che di composizione chimica.
Il fenomeno più impressionante che si può osservare sulla superficie del pianeta è la "grande macchia rossa": un gigantesco vortice che sembra sia prodotto da una differenza di temperatura fra il vortice e gli strati vicini. Questa teoria però non è ancora stata dimostrata in quanto non riesce a spiegare la persistenza (la macchia è stata osservata per la prima volta circa 100 anni fa) e le dimensioni (40000 per 15000 Km) di un tale fenomeno.
Dalle indagini spettroscopiche effettuate sulla luce riflessa dal pianeta si è rivelato che l'atmosfera di Giove è composta principalmente da idrogeno, elio, ammoniaca e metano. Sotto il primo strato di gas (quello che osserviamo nelle foto) dovrebbe esistere uno strato di gas portati allo stato liquido dall'enorme pressione dei gas soprastanti; verso il centro del pianeta dovrebbe trovarsi un nucleo di gas portati allo stato solido (idrogeno metallico).
Le indagini infrarosse effettuate sul pianeta hanno rivelato che Giove riemette verso lo spazio fino a 3 volte l'energia di quella che riceve dal Sole, questo fenomeno porta ad ipotizzare la presenza al centro del pianeta, di regioni in cui, per contrazione gravitazionale o per la presenza di materiali radioattivi, si siano innescati dei processi chimico/fisici che producono grandi quantità di energia termica.
Esiste la presenza attorno al pianeta di un sottilissimo anello di polveri del tutto simile, anche se in formato ridotto, a quello presente attorno a Saturno; questo anello è visibile solo osservandolo "in controluce", cioè da dietro il pianeta rispetto al Sole. La scoperta che sul satellite Io esiste una qualche attività vulcanica, unico altro corpo celeste oltre la Terra in cui è stata confermato un certo vulcanismo. La possibilità che su Europa esista, sotto una spessa coltre di ghiaccio secco, dell'acqua allo stato liquido.
Dopo questa breve parentesi culturale, l'itp capisce che quello non è proprio un pianeta da toccare con mano ma solo da esplorare a distanza. Rimangono, però, interessanti i satelliti di Giove a cui bisognerebbe prestare molta attenzione, ecco che le vere destinazioni
sono proprio quelli. Vediamo di dare un'occhiatina a questi satelliti, cosa ci dice il computer in merito?
Consideriamo il seguente elenco dei satelliti di Giove, ordinati secondo la distanza media crescente rispetto al pianeta:
Metis, Adraste, Amaltea, Tebe, Io, Europa, Ganimede, Callisto, Leda, Himalia, Lisitea, Elara, Ananke, Carme, Pasifae, Sinope.
Metis è il più interno dei satelliti di Giove fino ad ora conosciuti:
orbita: 128.000 km da Giove
diametro: 40 km
massa: 9,56e16 kg
Metis e Adrastea si trovano nell'anello principale di Giove. Essi possono essere la fonte del materiale che costituisce l'anello.
Adrastea è il secondo satellite gioviano :
orbita: 129.000 km da Giove
diametro: 20 km (23 x 20 x 15)
massa: 1,91e16 kg
Scoperto dallo studente universitario David Jewitt (che lavorava con Danielson) nel 1979 (Voyager 1).
Metis e Adrastea orbitano all'interno del raggio orbitale sincrono e dentro il limite di Roche. Essi possono essere sufficientemente piccoli da evitare la distruzione dovuta alle forze di marea, ma le loro orbite potrebbero decadere.
Amaltea è il terzo satellite di Giove:
orbita: 181.300 km da Giove
diametro: 189 km (270 x 166 x 150)
massa: 7,17e18 kg
Amaltea ed Imalia sono rispettivamente il quinto ed il sesto satellite di Giove in ordine di grandezza; Essi hanno circa la stessa grandezza ma raggiungono solo 1/15 della dimensione del satellite più grande, Europa.
Come la maggior parte dei satelliti di Giove, Amaltea ruota in modo sincrono; il suo asse maggiore è puntato verso il pianeta.
Amaltea è l'oggetto più rosso che possiamo osservare nel sistema solare. Questo colore è apparentemente dovuto ai solfuri originatisi da Io.
La sua dimensione e la sua forma irregolare ci fa pensare ch Amaltea sia un corpo rigido. La sua composizione è probabilmente più simile ad un asteroide che ai satelliti Galileiani.
Come Io, Amaltea irraggia più calore di quello che riceve dal Sole (probabilmente a causa delle correnti elettriche indotte dal campo magnetico di Giove).
Tebe è il quarto satellite di Giove tra quelli conosciuti:
orbita: 222.000 km da Giove
diametro: 100 km (100 x 90)
massa: 7,77e17 kg
Scoperto da Synnott nel 1979 (Voyager 1).
A questo punto ci chiediamo:
Quale ruolo giocano questi satelliti rispetto agli anelli di Giove? Non conosciamo molto riguardo questi satelliti. Anche i dati base quali la massa e le dimensioni non sono molto accurati. Da dove viene il calore emesso da Amaltea?
I quattro satelliti maggiori di Giove sono: Io,