I grandi colossi del monopolio

In Italia abbiamo grossi colossi che gestiscono sicuramente i loro interessi e non quelli dei cittadini o dei contribuenti. Nel sistema delle telecomunicazioni mi riferisco particolarmente alla Telecom che per decenni ha gestito il monopolio in italia. In contrapposizione abbiamo la Omnitel che ha permesso, inizialmente, qualche equilibrio nella telefonia mobile ma non pi� di tanto per l'utente. Infatti, il risultato � stato particolarmente scarso per i numerosi disservizi creati agli utenti nelle tante zone non coperte. Siamo passati poi ad Infostrada con il 1055 da aggiungere al numero interurbano. Il risultato di tale sistema non ci risulta poi tanto favorevole.Io penso che quando un utente chiede un servizio e lo paga, il fornitore � tenuto a garantirlo senza tanti imprevisti o peggioramenti del sistema. E' come se, chiamando l'idraulico per una riparazione, ci si trova a pagarlo con tariffa di categoria per poi non aver risolto problema. Con il passare degli anni i gestori potenziano il loro sistema, ma poi iniziano una campagna pubblicitaria con con offerte, a volte ingannevoli, quindi ci si ritrova a pagare pi� del dovuto. Con tutta sincerit�, visto che dovr� pagare in ogni caso, preferisco affidarmi ad un gestore che mi garantisca il servizio. Lo stato ha introdotto un terzo gestore, Wind, che altro non � che l'Enel. Bene! Un altro colosso del monopolio che riappare sul mercato con la maschera ingenua e piena di solidariet� verso il cittadino. Anche loro cercano di offrire pacchetti promozionali pi� o meno convincenti. A proposito di WIND! L'ENEL, per lo Stato italiano � una gallina dalle uova d'oro. Attraverso la bolletta il contribuente � costretto a subire una ulteriore ritorsione di denaro. Con i soldi pubblici l'ENEL si trasforma in WIND, ovvero, nella telefonia cellulare, poi investe nella televisione e domani, forse, la troveremo nella cinematografia. Comunque, lasciando stare che dietro a questi nomi si nascondono sempre le stesse facce, per evitare che, sotto-banco, questi colossi si possano mettere d'accordo tra di loro, occorre fare entrare pi� gestori controllati da leggi particolari. Due gestori si possono mettere d'accordo, tre, diventa pi� difficoltoso, quattro o cinque diventa quasi impossibile.

La giungla della telefonia

Omnitel:

Con l'avvento della telefonia mobile mi sono precipitato a stipulare un contratto con la Ominitel per contribuire a dare una spallata alla Tin/Telecom, per anni gestore incontrastato in Italia. Nonostante il canone mensile, con una serie di balzelli extra da pagare, fui deluso da un servizio scadente(vedi mancata copertura del servizio in alcune zone).

Qualcuno mi disse che era possibile disdire il contratto ed acquistare una scheda prepagata e cosi mi rivolsi ancora alla Omnitel. Mi dissero che non era possibile effettuare questo cambiamento per ragioni tecniche. Feci la disdetta del contratto con regolare raccomandata e ricevuta di ritorno e comprai una scheda prepagata della Tim risolvendo il mio problema. La Omnitel mi rispose che la disdetta doveva essere inoltrata alla sede di Ivrea e non a quella di Milano e così feci

Da premettere che, nel frattempo, smisi di utilizzare il servizio. Seguirono una serie di inviti al pagamento degli oneri successivi alla disdetta che non pagai. A distanza di due anni, mi venne recapitata una ingiunzione di pagamento di �. 78.000 da parte del Ministero delle Finanze per residui rimasti che pagai regolarmente.

La Omnitel mi mandò altri oneri da pagare, anzi, la lettera specificava che loro non si sarebbero preoccupati di nulla e che avrebbero dato l'incarico al Ministero delle Finanze. Rimasi scioccato come lo Stato si rende partecipe a giochi di estorsione da parte di questa gentaglia. Alcuni mesi fa comprai una scheda Omnitel prepagata, pensando che avessero migliorato il servizio. Finiti i soldi della ricarica, mi preoccupai di ricaricarla con 20 Euro. Nonostante che a loro risultasse la ricarica non mi è stato possibile usufruire del servizio perchè ciò avviene attraverso un SMS verso il mio telefonino.

Ho fatto passare 24 ore ma non si è avverato il miracolo. E' chiaro che una persona non può stare con una scheda inserita in attesa del lieto evento; deve pur telefonare. Nonostante le mie proteste, mi trovo ancora con una scheda Omnitel carica alla fonte ma scarica al mio telefono.

Mi chiedo come mai permettono a questa gente di operare indisturbati sui cittadini che, dando a loro soldi buoni, ricevono servizi scadenti al limite della ruberia.

Infostrada:

Questo gestore non presenta gli stessi problemi della Omnitel, oltretutto si occupa solo di telefonia fissa, ma presenta la sua offerta in modo apparentemente vantaggiosa ma che, si rivela al contrario facendo i dovuti conti.

Infatti, è vero che per risparmiare qualcosa si passa attraverso il 1055, ma è pure vero che la bolletta è mensile. Questo vuol dire che se su �. 50.000 di telefonate si risparmia qualcosa, ma occorre aggiungere il canone della Telecom. Inoltre, la bolletta Telecom è bimestrale mentre quella della Infostrada è mensile.

BLU:

Allo stato attuale si presenta con una buona immagine per le numerose offerte a favore degli utenti. Per gli SMS all'estero non è possibile spedirli in tutti i paesi a secondo dei contratti stipulati con i gestori internazionali.

TIM/TELECOM:

Con la caduta del monopolio hanno migliorato la qualità, ma risultano sempre i più cari in assoluto. Su tutto il territorio nazionale garantiscono sicuramente il servizio migliore.


Sostituto del fisco

La Commissione Finanze della Camera sta discutendo sui metodi del Fisco per la riscossione dei crediti, tra l'altro, si propone, per lavoratori dipendenti in debito col fisco, senza chiederlo al debitore, il Fisco chiedera' direttamente al datore di lavoro di versare un quinto dello stipendio dello stesso. Una nuova schifezza giuridica, a danno di tutti: contribuenti, leggi e Stato. Una concezione del rapporto Stato/contribuente che, una volta, si definiva "bulgara". E' come i lavori forzati: lavorare a remunerazione ridotta per espiare una pena .. in questo caso un debito. Ma cio' che piu' preoccupa e' la considerazione che il Fisco ha del contribuente: un suddito incapace di gestire i propri soldi e i propri debiti. Il fisco non e' lo sceriffo di Notthingham percio' dovrebbe rifarsi sul patrimonio e non sui proventi da lavoro.

Tasse voraci

Gli italiani non si rendono conto che ogni volta che si fa benzina il 78% del costo va allo Stato sotto forma di tasse, per un bicchierino di whisky il 65%, per le sigarette il 73%, per una doccia il 20%, per un cappuccino con cornetto il 16%, per vedere un film il 20%, per un aperitivo il 17%, per un pranzo alla tavola calda il 16%, per una cena in casa il 9%, per un giornale il 4%. A quando uno Stato che, oltre a prendere, rende in servizi?

Pagamento bollo Auto


Il bollo auto e' possibile pagarlo in tre luoghi diversi: poste, tabaccheria e Aci. Pero' in pratica succede che tutti i contribuenti, attraverso il denaro pubblico, pagano l'Aci per quest'operazione di riscossione che, se fatta in altro luogo, viene invece pagata solo da chi versa la tassa di circolazione. Per queste ragioni abbiamo segnalato la vicenda alle Corti dei Conti.

 

La SIAE che tutela i suoi interessi


Parliamo della SIAE, la famosa societa' italiana degli autori e degli editori. Questa societa' avrebbe, o dovrebbe avere, nel suo dna, la missione di tutelare, come recita l'intestazione, autori ed editori, da pirati, clonatori, ladri ed approfittatori dell'altrui creativita' artistica, senza alcuna autorizzazione, ne' pagando alcun compenso. Qui finisce la teoria, perche' chiunque abbia avuto a che fare, sotto qualsiasi forma, con la SIAE, ha potuto rendersi conto all'istante che di altro si tratta. La SIAE e' ne' piu' ne' meno, una fabbrica mangiasoldi che spella i suoi utenti e da' un ritorno molto basso rispetto ai costi che si devono sostenere per iscriversi. Questo perlomeno vale per la maggior parte degli iscritti, poiche' e' chiaro che come al solito piove sul bagnato e i grandi hanno le loro tutele e anche se -come detto- la SIAE fa acqua da tutte le parti, qualcosa, almeno loro, riescono a raccattare. Da un'indagine volante presso alcuni utenti della SIAE, abbiamo verificato l'esistenza di una varieta' di categorie e un tariffario diversificato secondo cio' che si vorrebbe fosse tutelato. Autori, compositori di brani musicali devono sborsare circa un milione e passa per non farsi fregare i pezzi, e perche' ogni volta che viene eseguito da un altro possano ricevere dei soldi. Quando poi riuscite a fare un CD e lo volete registrare, avendo prodotto un migliaio di copie, bisogna scucire un nuovo milioncino. Perche'? Perche' per ogni CD e' necessario un bollino al modico prezzo di mille lire cadauno. Che poi i non iscritti invece paghino solo 10 lire a Cd e la legge sia tenuta a proteggerli ugualmente, questa e' un'informazione che dagli uffici SIAE e' difficile ricavare, ma cosi' stanno le cose. Sempre autori e compositori, devono chiedere, all'ufficio SIAE dove si e' residenti, il modulo "DRM2" ed il foglio "label copy", compilarli bene ed allegare una copia del retro copertina (inlay). Per gli autori teatrali la tariffa di iscrizione e' di circa 300 mila lire. I prezzi per le rappresentazioni, anche qui variano da un minimo ad un massimo secondo la capienza del luogo dove viene svolto, il numero di spettatori effettivi, la categoria della rappresentazione (operetta, commedia, lirica ecc ecc). Praticamente una babele per i non addetti. In linea di massima la SIAE trattiene circa un 25-30 % di cio' che l'organizzatore della manifestazione e' tenuto a versare. Questi soldi arrivano si' all'autore, ma con diversi mesi di ritardo. Tale denaro sara' decurtato inoltre della ritenuta d'acconto e di una quota necessaria a pagare la quota SIAE per l'anno successivo. Parafrasando un famoso slogan in voga tempo fa, gli artisti potrebbero dichiarare: "stiamo lavorando per loro". Chiuso questo veloce capitoletto della SIAE visto dalla parte dei supposti tutelati, facciamo un flash su un ipotetico artista emergente. Se si iscrive abbiamo visto a cosa va incontro, se non lo fa, ogni volta che si esibisce con dei suoi pezzi, fa' pagare meno chi lo assume, commissiona la performance, puo' prendere qualche soldo in piu', andando incontro a meno burocrazie e soprattutto non finanziandole, e lavorando forse qualche volta in piu', inoltre si fa le ossa. In questo caso dovra' scrivere di suo pugno una dichiarazione tipo la seguente: "Il sottoscritto.....nato a .....il.... e residente a .... In qualita' di autore e compositore dei brani inclusi nel CD..... (o dei testi dello spettacolo.....) dichiara di non essere iscritto ne' tutelato ai fini SIAE." Il tutto, condito dal nostro vissuto, ci convince dell'inadeguatezza della SIAE, che tra l'altro e' lasciata dalla legge in regime di monopolio ad incassare diritti e ad elargire compensi, effettuando controlli e comminando multe. Non siamo contro il diritto d'autore, ma il diritto a tutelarsi, crediamo debba essere lasciato all'autore, che nel suo libero arbitrio dovrebbe poter scegliere da chi vuol farsi difendere, in base ai servizi che questo soggetto gli offre, alla garanzia di effettiva tutela che puo' assicurare, alle tariffe di iscrizione e al ritorno netto che avra'. Least but not last, potrebbe anche scegliere il livello di chiarezza, l'entita' di moduli, modulini, bolli e bollettini che e' disposto a compilare e dello spazio, tempo, soldi e pazienza che ci vuole dedicare. Visto che siamo in Internet, e' doveroso citare la prossima entrata nella grande rete della nostra SIAE, con lo scopo dichiarato di scovare e multare coloro che nelle loro pagine web fanno uso di musiche senza pagare i diritti, o peggio far chiudere quei siti che diffondono centinaia di migliaia di CD gratuitamente e che attualmente e' possibile scaricarsi in versione file. La SIAE sta pensando di fissare una quota da far pagare agli utenti della musica. Si parla di circa duecentomila lire al mese da far pagare a chiunque voglia far uso di musiche registrate. D'accordo per una casa discografica, ma ve lo immaginate un fan di Madonna, amante di computer, che tra una foto e l'altra della sua amata da' la possibilita' di ascoltare il brano che lo ha fatto impazzire, che paga una cifra simile al mese? Speriamo che il progresso permetta agli internauti di aggirare anche questi tentativi di porre dei paletti alla libera circolazione di idee, dati, informazioni sotto qualsiasi forma. Tuteliamoci la speranza, non iscriviamoci alla SIAE.

(Dario Russo)

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