Ultimo aggiornamento:28-06-2001


L'ANGOLO DELLE OPINIONI

Siamo alla fine dell'anno scolastico e affiorano una serie di problemi da parte degli utenti da un lato e della scuola dall'altro. Si sta scoprendo un nuovo fenomeno relativo all'impatto tra scuola media inferiore e scuola media superiore. I ragazzi della scuola dell'obbligo mancano di una base culturale elementare, non hanno un metodo di studio e non si adoperano minimamente perché ciò possa migliorare la loro situazione. L'iscrizione alla scuola superiore crea in loro un impatto negativo a tal punto da disorientarli completamente. Le statistiche parlano chiaro, il numero dei bocciati aumenta in maniera considerevole anche se qualcuno minimizza per non dare molto nell'occhio.
Stiamo creando un nuovo serbatoio dell'abbandono scolastico e quindi una parte sociale analfabeta.


Di chi è la colpa?
Negli ultimi anni, nella scuola sono state fatte tante di quelle riforme che non hanno portato a nulla di positivo, semplicemente caos e disorientamento. Molti riformisti, per non dichiarare apertamente il loro fallimento, stanno aggirando l'ostacolo per tornare parzialmente alle vecchie metodologie. Spiacente! non si possono fare sperimentazioni assurde sulla pelle degli alunni e sugli stessi insegnanti. Adesso il problema qual'è? chi è che deve rendersi compatibile, la scuola dell'obbligo o la scuola superiore? Certo è che la scuola superiore si adatta a quella inferiore, siamo completamente rovinati. Allora è assolutamente necessario che la scuola media inferiore cambi completamente aspetto nel quale si possa fornire una solidità culturale di base indipendentemente se l'alunno voglia continuare o meno gli studi; anzi, fermarsi soltanto alla licenza media, vuol dire per il soggetto, fare tesoro di un bagaglio culturale elementare solido che dovrà servirgli per tutta la vita.

Continuo, però, a ribadire l'altra faccia della medaglia: gli insegnanti delle secondarie contribuiscono a migliorare la loro attività didattica a favore degli allievi?

UNA SCUOLA ALL'AMERICANA

Oggi, chi si scrive in una scuola secondaria, gli può capitare di essere rifiutato per numero eccessivo. Le scuole hanno dato un tetto massimo sul numero di allievi oltre il quale un alunno in più costituisce un problema. A secondo del prestigio della scuola, l'autonomia ha portato a stabilire tasse scolastiche diversificate. Insomma, non pensate che si stia negando il diritto allo studio? Non pensate che sia instaurando una scuola all'americana?

C'ERANO UNA VOLTA LE INTERROGAZIONI

Quando la scuola era vecchia, c'era una vecchia abitudine di interrogare oralmente. In questo dibattito, dal un lato l'allievo e dall'altro l'insegnante, veniva costituito un colloquio o un dibattito attraverso il quale si poteva esprimere il proprio pensiero specialmente nelle materie umanistiche. Insomma, c'era una certa comunicabilità.

Essendoci problemi espressive, oggi ci si rifiuta di accettare questo sistema e si consiglia le case editrici di scrivere libri a fumetti perchè si possa comprendere il significato attraverso l'immagine. Ma oltre a capire bisogna comunicare; cosa si sono inventati i soliti riformisti? Individuare la risposta giusta mettendo semplicemente delle crocette. Evviva la comunicazione tra le persone!


DISPOSIZIONI URGENTI PER L'AVVIO DELL'ANNO SCOLASTICO 2000-2001 (Decreto Legge approvato in data 25/08/2000 dal Consiglio dei Ministri)

 


........ I Docenti nominati per l'anno scolastico 2000/2001, con supplenza annuale o supplenza temporanea, fino al termine delle attività didattiche sulla base degli scaglioni di graduatoria non definitivi, restano confermati fino alla data indicata nel relativo contratto di lavoro a tempo determinato, anche nel caso che gli scaglioni medesimi subiscano variazioni in sede di approvazione definitiva.

 

...... Dette assunzioni sono disposte con decorrenza ai fini giuridici dal 1° Settembre 2000 e raggiungimento della sede al 1° Settembre 2000.

 

..... Sui posti vacanti o disponibili sull'anno scolastico 2000-2001, in attesa della conclusione delle operazioni di assunzione in ruolo e di conferimento delle supplenze annuali e temporanee sino al termine delle attività didattiche, è confermato provvisoriamente il personale che vi ha prestato servizio nell'anno scolastico 1999-2000 per supplenza annuale o temporanea sino al termine delle attività didattiche. Per le eventuali ulteriori disponibilità il dirigente scolastico conferisce in via provvisoria supplenze temporanee sulla base delle graduatorie di circolo o di istituto, anche dei circoli o istituti vicignori, utilizzati per l'anno scolastico 1999-2000, che restano efficaci anche ai fini della sostituzione dei docenti temporaneamente assenti.

 

..... Le presenti disposizioni si applicano anche al personale educativo e al personale amministrativo tecnico e ausiliario ivi compreso quello nominato dagli enti locali. Il personale nominato in via provvisoria ai sensi del presente comma che abbia titolo all'assunzione in ruolo o al conferimento di una supplenza annuale o temporanea fino al termine delle attività didattiche per l'anno 2000-2001 è confermato all'atto della nomina da parte del provveditorato agli studi nella sede ove ha prestato servizio a titolo provvisorio.


Legge n° 124 del 3-05-1999

 


Oggetto: Insegnanti tecnico-pratici - Proposte di voto.


Il voto delle discipline teoriche che prevedono attività di laboratorio e che nel quadro orario prevedono un solo voto, dovrà essere unico e preventivamente concordato tra l'Insegnante di teoria e quello di laboratorio. A tal proposito si ricorda che ai sensi della Legge 124 del 3/05/99 gli Insegnanti Tecnico-Pratici, fanno parte, a pieno titolo e con pienezza di voto deliberativo, del Consiglio di Classe. Le proposte di voto per le materie il cui insegnamento è svolto in compresenza sono autonomamente formulate per gli ambiti di rispettiva competenza didattica, dal singolo Docente, sentito l'altro Insegnante. Il voto unico viene assegnato dal Consiglio di Classe sulla base delle proposte formulate nonchè dagli elementi di giudizio forniti dai due Docenti interessati.


Osservazioni.


Esiste una forma di razzismo dei teorici nei confronti degli itp quasi a livello personale, dietro la quale si nasconde ignoranza e incapacità ad accettare una convivenza democratica e costruttiva. Da molto fastidio che un diplomato venga chiamato Professore ed ecco che vanno avanti identificativi come : itp , assinstente, il mio assistente di laboratorio, ecc. Si sono cercate diverse forme per far scomparire la figura del tecnico ai danni degli alunni. Io non so cosa rimarrebbe nella scuola con la scomparsa delle materie pratiche. Con tutto il rispetto per i teorici con le palle (come si suol dire!), per il resto c'è il vuoto. Sò soltanto che in quei corsi di aggiornamento dove si preparano gli insegnanti ad introdurre nozioni per avvicinare gli allievi al mondo del lavoro, la quasi totalità sono itp e non teorici. Se tutto questo deve portare ad una ulteriore scissione della Scuola con il mondo del lavoro facendo scomparire gli itp, allora stiamo freschi. Con questo sistema, io che sono un itp e contemporaneamente padre di un allievo, non manderei mai mio figlio ad una Scuola pubblica. Certo, abbiamo anche il rovescio della medaglia, c'è una marea di itp che per anni fanno sempre le stesse cose(se le fanno), che non sanno imporsi nei confronti dei teorici, che non si aggiornano. Allora io credo che, invece di fare sperimentazioni assurde, farebbero bene questi tecnici delle sperimentazioni scolastiche a sperimentare prima di tutto se stessi e poi gestire gli altri con regole costruttive. Si parla di corsi post-diploma allo scopo di fornire a chi già è diplomato un completamento di quello che non si è riusciti a fare a scuola. Sono tutte balle, le aziende non valutano sempre sui fattori teorici ma sulle capacità pratiche del neo-assunto. Facciamo in modo che le cose che si dovrebbero fare nei post-diploma vengano fatte direttamente e praticamente a scuola e invece di continuare ad inventarci innovazione del cavolo si attivino delle convenzioni con il privato per degli stage direttamente nel campo lavorativo.

Circolare Ministeriale 14 aprile 1988, n. 104


Oggetto: Insegnanti tecnico-pratici - risposta a quesiti.

 


A seguito di quesiti pervenuti si ritiene opportuno fornire le seguenti precisazioni in merito alle due questioni qui elencate, relative all'attività degli insegnanti tecnico-pratici:

a) l'obbligo sancito dal secondo comma dell'art. 88 del D.P.R. n. 417/74, per i predetti docenti di rimanere a disposizione dell'istituto tre ore settimanali per le esigenze connesse con la preparazione delle esercitazioni e la cura delle attrezzature;

b) la valutazione degli alunni da parte degli insegnanti tecnico-pratici nei consigli di classe.

In ordine alla prima questione si fa presente che la C.M. 26 marzo 1976, n. 82, aveva già disposto, secondo le formulazioni letterale del citato art. 88, che tale prestazione deve essere considerata nell'ambito delle 20 ore mensili da destinarsi ad attività non di insegnamento chiarendo, comunque, che le 3 ore predette costituivano un limite massimo e la loro concreta gestione andava attribuita al collegio dei docenti.

Le parziali innovazioni introdotte in materia di orario di lavoro del personale docente dall'art. 12 del D.P.R. 10 aprile 1987, n. 209, comportano che le ore in questione debbano essere effettuate nel quadro delle attività non di insegnamento connesse con il funzionamento della scuola (210 ore annue), previste dal comma 7 dello stesso articolo 12, ferma restando la competenza del collegio dei docenti - richiamata espressamente dal comma 5 - alla programmazione annuale di tali attività

Circa la valutazione da parte degli insegnanti tecnico-pratici degli alunni nei consigli di classe è necessario premettere anzitutto che una corretta impostazione didattica del rapporto degli insegnamenti teorici con quelli tecnico-pratici nei laboratori e nelle aziende richiede una costante correlazione, sotto il profilo contenutistico e metodologico, dell'attività del docente di teoria con quello dell'insegnante di esercitazioni.

E ciò al fine di rendere più qualificata e formativa l'attività degli insegnanti tecnico-pratici nei laboratori, reparti e nelle aziende.

Poiché le esercitazioni tecnico-pratiche sono finalizzate al riscontro concreto degli enunciati teorici ed al consolidamento interdisciplinare delle tecniche operative, esse vanno definite nei singoli consigli di classe con il concorso di tutti i docenti, i quali programmeranno obiettivi finali, traguardi intermedi, metodologie, collegamenti interdisciplinari e criteri di valutazione per rendere quanto più possibile produttivo l'apprendimento, in relazione alle strutture scolastiche esistenti ed a quelle extrascolastiche realisticamente utilizzabili.

Questo modo di impostare l'insegnamento richiede un'attiva partecipazione degli insegnanti tecnico-pratici nei consigli di classe, sia in sede di programmazione sia in sede di valutazione degli alunni, anche quando essi partecipano ai consigli di classe a titolo consultivo, ai sensi dell'art. 5 del D.L. n. 434/79, convertito nella Legge 566/79.

Negli istituti che attuano iniziative di sperimentazione, a norma dell'art. 3 del D.P.R. n. 419/74, gli organi collegiali interessati potranno proporre di adottare nelle classi sperimentali le modalità di valutazione già sperimentale da alcune istituzioni scolastiche. Tali modalità di valutazione prevedono che tutti i componenti del Consiglio di classe, ciascuno per le proprie competenze ed anche per la medesima disciplina, elaborino un giudizio analitico sulle capacità e sul reale livello di conoscenze ed esperienze raggiunto nel corso dell'anno scolastico dai singoli allievi. Sarà il Consiglio stesso, conseguentemente, con voto equivalente di tutti i componenti, a trarre le conclusioni dai giudizi e a trasformarli in voti.



Il trattato degli ITP    Modulo test    Scuola    Foto    Società    Svaghi    Progetti Elettronici    Informatica    Energie Alternative    Craching Software    Sistema Solare    Medicina e Salute    Lab. di Matematica    Link Teorici

HOME PAGE